Il Vino del Risorgimento: Il Barolo - Parte I - Sofia Pierobon

Ci sono vini che vanno oltre la bottiglia e divengono leggende, simboli di un’intera epoca; il Barolo è uno di questi. Aristocratico e vigoroso, raffinato e suadente, appartiene all’aristocrazia di una volta, e condivide i natali e i padri d’Italia: alla sua nascita contribuirono attivamente Camillo Benso Conte di Cavour, Carlo Alberto di Savoia, Vittorio Emanuele II. La madrina fu Giulia Falletti di Barolo, e la sua storia inizia nel 1845 circa.

Juliette Colbert, questo il nome da nubile, fu un’aristocratica di spicco discendente da una famiglia di vinificatori della corte francese. Il 18 agosto 1806 sposa a Parigi il marchese Tancredi Falletti di Barolo; alle nozze sono presenti anche Napoleone Bonaparte e la sua Imperatrice, di cui Giulia era stata damigella. Si trasferisce in Piemonte, dove lavora incessantemente per migliorare la qualità e il prestigio del vino delle sue tenute. Le uve di nebbiolo al tempo del suo arrivo davano un vino dolce e di poco grado, frizzantino e rosato.

La marchesa scrive all’amico Cavour, che porta con sé Paolo Francesco Staglieno, generale dell’esercito sabaudo e anch’egli grande appassionato di viticoltura. L’enologo operava già almeno dal 1830 a Pollenzo e a Grinzane (nelle tenute di Cavour) per vinificare un nebbiolo secco, alla francese. Di suo ci resta il manuale di “Istruzioni intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte” uscito nel 1835, in cui spiega la sua proposta pioneristica: processi di selezione dei graspi, frequenti travasi e passaggi in botti di legno. La vinificazione non avviene più all’esterno, in balìa dei rigidi freddi piemontesi, ma in cantine sotterranee in un ambiente controllato e raccolto.

La vera differenza la fa però l’introduzione del metodo Gervais da poco nato in Francia, in cui gli eccessi di acido carbonico e biossido di carbonio vengono eliminati. Il Generale enologo apre la scia al Barolo come lo conosciamo oggi: secco, stabile e con una struttura così importante da durare intere generazioni.

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