MANIFESTO

Novembre 2018 – paulo maiora canamus

Ovvero, cantiamo di cose un po’ più elevate. Questo spazio digitale si propone come un piccolo angolo di mondo in cui racconterò di cibo e di vino evocandone la natura, i miti, le fascinazioni, i singoli caratteri e i misteri.

L’ambizione è quella di non limitarmi a scrivere delle riflessioni o narrazioni in modo filosofico, ma di fare filosofia nel suo senso più puro, cogliendo l’essenza delle cose di cui parlerò al di là del loro involucro materiale; come disse un caro amico, “di parlare di Platone senza parlare di Platone”. Una bella sfida, sia personale che nei confronti di chi ritiene che oramai la filosofia sia disciplina inutile e anacronistica o niente più che un metodo applicativo per settori pratici e più funzionali.

Perché un blog? Cosa posso dare che non sia già stato scritto prima e meglio di me? L’unico modo per scoprirlo è mettermi in gioco con passione e onestà. Far maturare tutto ciò che ho appreso in questi anni in qualcosa di nuovo, che possa in qualche modo rappresentarmi e dialogare con voi.

Non mi sono mai stati facili i compromessi: appartengono al mondo delle scale di grigi, e con fatica ho imparato a venire a patti con la realtà. La mia Filosofia a tratti mi somiglia: impaziente, un po’ altera, perfezionista ed orgogliosa; ricerca testardamente la vera natura dell’anima umana, e per questo è costantemente animata da inconciliabili dicotomie. È allo stesso tempo universale ed essenzialmente personale, perché parla di umanità. Essere umani è fare filosofia, e fare filosofia è essere umani. La Verità è una, le sue versioni sono non-verità proprio perché non è di questo mondo (così come non lo siamo noi). La tensione verso qualcosa di intimamente estetico e trascendentale fa parte di noi e nostalgicamente ci richiama alla fonte: il vino, il buon cibo, la musica, l’arte, la poesia e le persone sono solo alcuni dei tramiti che ci legano a ciò che abbiamo dimenticato.

E allora, ciò che mi propongo di fare qui è elevare un po’ il tono, parlare di essenza e amore per la vita attraverso la gioia del pasto comune: riflessioni di Cibo, di Vino e dei simboli che rappresentano; idee, intuizioni e recensioni di soggetti che mi hanno emozionato. Con coraggio e un pizzico di timore mi appresto ad aprire le porte del mio cuore: a parlare di questo piatto o di quella bottiglia si finisce sempre per svelare un poco di sé stessi.

Godiamo, la tazza e il cantico
La notte abbella e il riso;
In questo paradiso ne sopra il nuovo dì.

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