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LA FUGA DELLA REGINA

“La Fuga” 2017 Contessa Entellina Doc Chardonnay Sicilia è un 100% Chardonnay di Donnafugata, azienda di punta nel novero della produzione siciliana.

Chiamato anche “Lo Chardonnay della vendemmia notturna” perché la raccolta delle uve viene fatta solo nelle notti d’agosto di Contessa Entellina, al chiaro di luna. Un metodo perfezionato con il tempo esclusivamente per questo vino, che porta nel bicchiere quel pizzico di ovattata magia che hanno tutte le cose che si fanno di notte.

Il colore è un bel paglierino vivido, che rallegra come il luccichio del sole sul mare. Al naso è tutto quello che ci si aspetta dalla Sicilia: fiori bianchi e agrumi, sale e spezie. Tanta vitalità sprigionata da sentori intensi e prolungati.

Fresco al palato, con una buona sapidità dalla punta acidula che lascia la bocca pulita. Colpisce positivamente l’equilibrio complessivo del vino, dall’eleganza giovane e discreta.

L’etichetta è ciò che spicca subito e che fa ogni bottiglia di Donnafugata un pezzo d’arte, secondo il leitmotiv firmato Stefano Vitale.

Pochi semplici tratti saturi di colore ci narrano la storia di una donna in fuga e di una terra da raggiungere che promette l’azzurro del mare, il sapore della terra bruciata dal sole e un vento che sa di frutta esotica. La “Donnafugata” è la regina Maria Carolina di Borbone, moglie di Ferdinando I, che si rifugiò in Sicilia proprio nei luoghi dove ora prosperano i vigneti dell’azienda. Così almeno ci dice il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa (da cui, tra le altre cose, tutti i vini dell’azienda prendono nome come personaggi di un racconto che omaggia la grande bellezza di un’isola).

Ma la donna dipinta potrebbe essere anche Gabriella Anca Rallo, fondatrice dell’azienda assieme al marito Giacomo, che ha abbandonato tutto per il suo sogno di fare vino. O forse qualche altra ancora.

A guardarla bene, quella signorina in fuga con i capelli al vento pare proprio la Sicilia stessa, terra di miscugli di gente che andava e veniva, figlia di chi si è poi fermato.

L’espressione corrucciata è di quegli isolani che abbandonano la propria terra in cerca di altre prospettive e che inevitabilmente fuggono per ritornarvici appena possono, ansiosi di raccogliere frammenti di ciò che hanno perduto. E in effetti, questo vino è solare e fresco come la vita, con la punta salata e un poco ruvida delle sue amarezze.

Il palato perfetto per il nostro umore di quel giorno, quando stanchi della routine d’ufficio ci siamo ritrovati all’ultimo scappando (chi da riunioni, chi dal calcetto) per pasteggiare tra amici con una bottiglia di bianco e una spaghettata improvvisata alle dieci di sera.

Se vi è venuta voglia di Sicilia e di un buon Chardonnay, fatemi sapere le vostre impressioni qui sotto!

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Cantina Donnafugata

Dove trovarlo:

Sapori del Belìce

Tannico.it

Callmewine

 

 

LO STRABISMO DI VENERE

LO STRABISMO DI VENERE

Oggi vi racconto passo per passo il Cerasuolo d’Abruzzo “Le Cince” 2017 della cantina De Fermo, degustato in data 11 novembre 2018.

È un Montepulciano d’Abruzzo vinificato rosato in purezza (100% unico vitigno) ed è un prodotto da agricoltura biodinamica. Ciò significa solo lieviti indigeni, fermentazione spontanea (in botti di rovere da 15 ettolitri l’una) e nessun controllo delle temperature. Il prodotto finale viene ripulito solo con travasi fino all’imbottigliamento, mai filtrato.

 

È un vino a metà strada, che mi piace chiamare affettuosamente “strabico”. Un po’ come la Venere del Botticelli, guarda in due direzioni: ha la bella acidità di un bianco e una struttura che ricorda un rosso di medio corpo. Al bicchiere ha i toni di un acquerello fatto di intensi chiaroscuri, che si aprono con una screziatura aranciata e convergono in quel profondo rosa ramato che ricorda i lunghi capelli della dea dell’amore. Il vino è pulito e trasparente, senza alcun timore di non essere limpido abbastanza.

Al naso è schietto e allo stesso tempo suadente, spoglio di artificiosità. Sentori di fiori e di frutto che non si esauriscono in ridondanze fini a sé stesse, ma che arrivano fino alla bocca con dinamicità; un paesaggio aromatico fatto di vibrazioni di rosa e violetta, note di lamponi e un finale sussurrato di mineralità, che lascia presagire un gusto salubre e deciso.

E infatti, il vino al palato arriva fibroso, quasi salato: a stupire è l’immediatezza gustativa priva di malizia che lascia spiazzati e richiede un secondo, lungo sorso. Scordiamoci i rosati modaioli e un po’ ruffiani che ci impone il trend del momento; il primo bicchiere è passionale, scattoso e pieno di brusca vitalità. Chiede concentrazione e pretende di essere addomesticato. Il suo fascino gustativo non ha nulla a che vedere con rotondità e levigatezza, ma è spigoloso, animato da contrapposizioni. Pur essendo beverino (è pur sempre un rosato), questo vino non ha nulla di semplice. Rimane comunque selvatico e orgoglioso; piacevolmente scorrevole, conclude con una punta amara e olivastra.

Il finale di un vino non si può costruire: pur usando tutti i tecnicismi di cui siamo capaci, quando il vino se n’è andato ciò che resta è la sua verità. Solo quando è stato deglutito inizia il bello, perché mettiamo alla prova la sua capacità di infiltrarsi e mettere radici nel nostro gusto: è questo il momento in cui il vino apre un dialogo con noi e comunica attraverso le sensazioni che permangono anche quando ci ha lasciato.

I vini naturali sono imprevedibili, a volte persino violenti. Questa bottiglia mi ha affascinata fin dalla prima volta che l’ho assaggiata e continua tuttora, ormai presenza fissa nella mia piccola cantina personale. Ogni volta che la stappo penso alla Venere di Botticelli: radiosa e senza veli, con la pelle che sa di sale. Con vini così capiamo immediatamente come lo scarto rispetto alle produzioni industriali sia enorme, e iniziamo a riflettere sulla direzione che dovrebbe intraprendere la grande viticoltura italiana.

Lo trovo azzeccatissimo per questo periodo accompagnato da taglieri, vellutate, risotti di stagione, pesce in cartoccio.

Voi che ne pensate dei vini naturali?
Io sono sempre alla ricerca di nuove chicche, aspetto i vostri suggerimenti qui sotto nei commenti!

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Cantina De Fermo

Dove trovarlo:

Abruzzowine

Callmewine

Wineyou